GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

Negli ultimi anni, in tutto il mondo così come in Italia, il gioco d’azzardo è diventato un’attività di enorme rilevanza economica e di notevoli proporzioni sociali: basti pensare alla rapida e massiccia diffusione dei “gratta e vinci”, i videopoker, il bingo, le lotterie, il gioco delle carte, i dadi, il poker e le classiche scommesse sulle partite di calcio, cavalli, etc. Lo scommettere in generale rappresenta una pratica in forte espansione, molto aiutata anche dall’utilizzo di Internet e dalla possibilità di scommettere o giocare online. L’Abruzzo è la regione con la più alta spesa procapite investita nel gioco, circa il 6 % della popolazione nazionale è affetta da ludopatia. E’ difficile tuttavia individuare o delineare i tratti di un giocatore d’azzardo problematico o patologico. Come facciamo a riconoscere se noi o un nostro caro abbiamo problemi con il gioco? Per cominciare ad individuare gli indicatori della patologia da gioco, è estremamente importante chiarire innanzitutto la necessità di operare una distinzione tra giocatori d’azzardo e giocatori patologici . Per molte persone, infatti, numerosi giochi d’azzardo tra quelli elencati sono piacevoli passatempi, in taluni casi occasionali e in altri abituali. Il  gioco d’azzardo patologico si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire, direttamente o indirettamente, sempre più tempo quotidiano, creando problemi secondari gravi che coinvolgono diverse aree della vita. Un giocatore veramente dipendente è una persona in cui l’impulso per il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile, al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità, parziale o totale, di ricorrere ad un pensiero riflessivo e logico. L’autoinganno e il ricorso a ragionamenti apparentemente razionali, assumono la funzione di strumenti di controllo del senso di colpa e innestano ed alimentano un circolo autodistruttivo in cui se il giocatore dipendente perde, giustifica il suo gioco insistente col tentativo di rifarsi e di “riuscire almeno a riprendere i soldi persi”; se vince si giustifica affermando che “è il suo giorno fortunato e deve approfittarne. Erroneamente si pensa che conoscendo le regole del gioco sarà più facile vincere, o che in qualche modo sarà possibile prevedere i risultati futuri, oppure che il gioco essendo legale è sicuro.  Il giocatore patologico il più delle volte investe quote maggiori di quelle di cui dispone, utilizzando magari fondi già esigui della propria famiglia. Se ci rendiamo conto che spendiamo sempre più denaro, il gioco diventa un pensiero ossessivo e continuo, si ritorna a giocare più volte per recuperare le perdite, si diventa irritabili e conflittuali, e si incomincia a mentire ai propri cari, allora è il caso di chiedere aiuto..  Giocare fa parte dell’ istinto umano e se il gioco è consapevole e controllato non ha accezioni negative. Quando il gioco diventa patologico insorge una vera e propria dipendenza, stress psicofisico, perdita di credibilità personale, conflitti familiari e insuccessi personali. Il giocatore problematico ha bisogno di specifici interventi, se pensi  di essere a rischio o di avere già un problema non mettere a repentaglio la tua saluta e la tua famiglia.

 

 

 

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